Anche questa mattina ci svegliamo per andare a vedere la processione dei monaci, Appena usciti scopriamo che piove e che siamo chiusi dentro all’hotel. Riprovo dopo cinque minuti, non piove più e la porta è aperta, questo è il bello del Laos.
La processione è splendida come quella del giorno prima, forse con un po’ meno gente, ma anche meno pirla con i flash.
Torniamo a letto, del resto oggi non abbiamo grossi impegni. Dopo colazione andiamo in una agenzia che avevamo identificato confrontando i prezzi per prenotare la barca per la due giorni di navigazione sul Mekong.
Già che ci siamo ci prenotiamo per il pomeriggio una escursione alle cascate Kuang Si, una delle più famose della zona. Si può arrivarci anche in tuk tuk, ma per due persone il prezzo è alto. Ricordo che in Laos le cose si pagano a mezzi, non a partecipanti.
Per seconda colazione ci fermiamo in un bar per guardare dalla terrazza. La posizione è ideale per rubare qualche immagine ai passanti.
Dopo una oretta attraversiamo il ponte in bambù sul Nam Khan e arriviamo ad un ristorante abbastanza famoso nella zona. La zona è carina, il ristorante immerso nel verde e circondato da bambù. La cosa più bella però è attraversare il pericolante ponte di bambù che viene ricostruito tutti gli anni con la stagione secca. Spessissimo passano anche dei giovani monaci, per cui anche qui è possibile “rubare” qualche fotografia.
Dopo avere pranzato siamo andati al punto di raccolta dell’agenzia dove ci hanno caricato su un minivan per andare alle cascate.
Il tragitto dura circa 45 minuti, sono una trentina di kilometri. All’arrivo si pagano 20.000Kip di ingresso a persona. La prima cosa che si incontra è un’area dedicata agli orsi sottratti al bracconaggio. Io non sono mai a favore degli zoo, ma sembra che in questo caso il fine superi i mezzi. A vederli gli orsi sembrano stare molto bene e non danno segni di irrequietezza. Sono una razza un po’ strana, ma davvero carini da vedere.
In seguito si arriva alla base della cascata dove una piscina colore turchese ti accoglie. E’ un posto dove si può fare il bagno, ma fortunatamente non lo fa nessuno e si possono fare delle belle foto.
Un centinaio di metri più in alto c’è la parte alta della cascata, dove è sempre possibile nuotare. La cascata è molto bella, un po’ meno le decine di persone a mollo intente a farsi dei selfie. Decidiamo che non possiamo esimerci e indossiamo il costume negli appositi camerini.
L’acqua è a dir poco gelida, ma il colore ti fa venire voglia di immergerti. Una rapida nuotata e si arriva sotto il getto della cascata, molto molto carina.
L’ultima moda di alcuni pervertiti è un bastone che si attacca al cellulare o alla macchina fotografica compatta e che consente di farsi dei selfie ad una distanza maggiore di quella del braccio. Inutile dire che la cosa va per la maggiore, addirittura un tizio è emerso dall’acqua con una camera subaquea e questo coso che oramai mi infilava in un occhio. Inutile dire dove avrei voluto metterglielo io …
Alle 16:00 il giro finisce e torniamo al pulmino, proprio quando la gente iniziava a defluire e si stava bene. La cascata ad oggi fa orario continuato, suggerirei di prendersi un motorino o un tuk tuk e farsi portare all’ora di pranzo. Dato che le agenzie partono alle 11:30 o alle 13:30 suppongo ci sarà meno gente.
Tornati a Luang Prabang passiamo da una bancarella che fa una specie di crepes sottilissima. Ricorda un po’ i mseel che ho mangiato in Marocco e ce ne prendiamo due. Con quello del Marocco non c’entra proprio niente, ma è comunque buonissimo.
Per cena andiamo da Tamarind, un ristorante che organizza anche corsi di cucina alla mattina. Il posto è un po’ pretenzioso, ci chiedono all’arrivo se abbiamo prenotato, ma il locale rimane poi mezzo vuoto per tutta la serata.
I piatti sono un po’ più costosi della media, ma la qualità è indiscutibile. Leila prende un piatto con 5 assaggi della cucina Laotiana e io la stessa cosa, ma in versione vegetariana. Tutto è molto buono e nonostante le dimensioni sazia anche in virtù del riso di accompagnamento. Finiamo con un caffè laotiano freddo per me e una granatina anguria e chili per Leila.
Un giro alla pasticceria è oramai più un rito che una esigenza. Mi prendo un caffè Laos style caldo (oramai stanno per finire) e Leila un infuso di Lemon grass.
Torniamo in camera, guardiamo le sistemazioni per le sere seguenti e dormiamo. Domani si torna in viaggio, le valige sono già pronte!
:-O abbandonati così sul più bello? Beh, va bene vah, buonanotte. 🙂