Sveglia a casa della signora e piove a dirotto,
Andiamo a fare colazione da Bear Coffee, nel centro di Hilo, dopo una faticosa scelta del posto: era aperto questo e quello di fronte, il resto completamente chiuso. Prendiamo due uova Benedict con salsa olandese, ma a metà uovo mi ricordo che non sono un grande fan delle salse e qui hanno abbondato di brutto. Contemporaneamente Dan canta un repertorio di Billy Joel in una maniera che ti invita a sfollare quanto prima.
Rientrati a casa e asciugati carichiamo la macchina e partiamo per il Volcano National Park. Arriviamo in poco tempo, facciamo la tessera annuale perchè comprende anche altri due parchi a Maui che non ho idea se verranno visitati, ma la differenza è di 5 dollari.
Iniziamo il giro del parco, ma piove a dirotto. Prima acqua agli steam, dove si vede del vapore uscire da spaccature nelle rocce. Poi passiamo a Lava Tube, un tunnel scavato dalla lava. Poi vediamo un cratere, o meglio non lo vediamo perchè una nebbiolina copre tutto. Al Jaguar museum ci spegano dove vedere la lava in azione, ma del cratere non se ne parla, pioggia e nebbia coprono tutto.
Finito l’anello superiore scendiamo alla chain of craters, che culmina in riva al mare. Da qui parte un trail di 5 miglia che ci vede indecisi fino all’ultimo. Visto che la pioggia si è fermata decidiamo di partire.
Consigliati 3 litri di acqua a testa, misura che persino un cammello faticherebbe a bere, noi partiamo esattamente con la metà. Il percorso parte su asfalto, ma dopo nemmeno un miglio diventa sterrato. E’ un susseguirsi di salite e discese, la meta sembra senpre lontana, ma si arriva.
Dopo un’ora abbondante di buon passo si arriva ad una corda che un divieto impedisce di attraversare, ma da questo punto si vede solo il fumo che esce da dietro un rilievo. Seguendo la corda verso la costa camminando sulla roccia lavica si arriva allo strapiombo sul mare. Mentre ci si avvicina si possono vedere dei buchi da dove esce fumo. Arrivati a destinazione si guarda con pazienza la roccia in acqua dietro al successivo picco sul mare e, quando il fumo si dirada, si vede la lava che cade dentro all’acqua. Il fumo brucia gli occhi, i cartelli dicono che sia mortale, ma un ranger è passato e ha misurato e ha detto che era non era tossico (mentre indossava una maschera antigas!). Io sono rimasto per una mezz’ora e sono ancora vivo. Un tizio ha superato la linea del divieto, ma ha detto che anche avvicinandosi non si vede la lava scendere come nei video su Youtube. Il ranger ha spiegato che la lava si è formata un tunnel e arriva direttamente in mare.
Mentre rientravamo abbiamo visto orde di persone arrivare per la vista notturna. Di notte il fumo assume la colorazione rosa e immagino che la lava si veda molto meglio. Il numero di persone però mi fa pensare che sia estremamente affollato e mi chiedo se sia possibile al buio quel percorso sulla roccia lavica tagliente come rasoi verso la costa che finisce direttamente in sul dirupo senza protezione. Non saprei, ma se penso che nel punto di osservazione eravamo in tre direi che è un buon compromesso.
Siamo tornati al Jaguar Museum, posto davanti al cratere in alto. Da qui si può osservare il fumo rosa uscire dal cratere, ma nessuna traccia della lava essendo l’attuale livello basso. Lo spettacolo del fumo rosa, del cielo stellato e di una piccola fetta di luna è da non perdere.
Siamo arrivati al Volcano Hale dove abbiamo scoperto che la reception era chiusa. C’era una busta per noi che ci indicava la strada verso un’altra struttura. Qui abbiamo trovato una camera fatiscente con bagno in comune, ma visto che dovevamo solo fare una doccia e dormire è andata più che bene.
Visto che tutto chiude alle 21:00 lungo il tragitto abbiamo preso una cena take away al Thai Thai Restaurant da un posto vicino (il ristorante, non il pulmann che abbiamo visto solo dopo). 50$ per un Pad Thai, dei noodles e spring rolls sono veramente una rapina, consiglio di attrezzarsi con propri rifornimenti.
Tra la camminata e la giornata siamo morti, sonno raggiunto in meno di 5 minuti.
Alhoa.