Siamo passati davanti alla pagoda a tre piani diretti per il tempio Kofukuji. In realtà è un complesso che comprende vari monumenti tra cui la pagoda Gojuno to e il Tokondo. In quest’ultimo si può entrare pagando un biglietto. Si tratta essenzialmente di una stanza che contiene delle meravigliose statue del Buddha.
La seconda tappa è stata il tempio Todaiji. Per arrivare si passa per il Nandaimon Gate, ovvero una bellissima ed enorme porta. Per entrare al tempio Todaiji si paga un biglietto. La vista dalla distanza è molto suggestiva e l’interno non è da meno. C’è anche una colonna con un buco dove passano i bambini. Si dice che chi riesca a passare dentro al buco raggiungerà l’illuminazione. Ovviamente da lì possono passare solo dei bambini. Poco distante dal tempio Todaiji c’è la Grande Campana. La campana è veramente enorme e merita la breve pausa.
Abbandonato Oni che è andato a farsi un giro per Nara, sono andato al Nigatsu do. Questa è una grande struttura con una impegnativa scalinata che permette di arrivare fin sopra. Dalla terrazza si può vedere un bel panorama. Proseguendo si passa per il vicino Sangatsu do dove si possono vedere i cervi che passano in mezzo agli altari.
Un po’ più distante c’è il Kasuga Taisha che si può visitare pagando un biglietto. Dentro è molto carino anche se la visita non dura più di una mezz’ora. Intorno ci sono una moltitudine di lanterne che, immerse nella foresta, risultano essere molto suggestive.
Vicinissimo c’è il Kasuga Wakamiya dal quale inizia un sentiero per la foresta che però non ho seguito perchè stava iniziando a piovere.
Io e Oni ci siamo ritrovati al fast food del giorno precedente dove abbiamo pranzato con il menù identico al giorno precedente (anche perchè era l’unico possibile).
Sotto l’acqua battente siamo andati in stazione per prendere il treno per Kyoto.
Il pernottamento è stato nello stesso Ryokan dei giorni precedenti. Io ho approfittato per andare in un Onsen vicino all’albergo. Questo bagno pubblico era piccolino e frequentato dalle persone del posto (sopratutto anziani). Il rituale era sempre il medesimo: armadietto per i vestiti, doccia con pulizia fino allo scorticamento e vasca. Quella di Kanazawa in confronto sembrava una vasca tiepida in quanto questa era assolutamente rovente. Dopo cinque minuti sono andato a rinfrescarmi dentro alla sauna. dopo altri cinque minuti nella vasca ho rifatto la doccia e sono tornato al Ryokan.
Siamo andati a mangiare al ristorante Karuma vicino al Ryokan dove il cuoco ha preparato una soba vegetariana anche se sospetto che il dashi fosse di pesce (e difatti non l’ho bevuto).
Dopo cena siamo andati in un jazz bar nei paraggi molto elegante ma dove siamo stati rapinati per due birre. Siamo rientrati al Ryokan presto in quanto la mattina seguente sarebbe iniziato il viaggio di rientro.