20 ottobre – Visita di Kyoto

Ci siamo alzati con uno tantinello di cerchio testa (vedi sera precedente) e abbiamo dedicato la giornata alla visita di Kyoto. Lasciati i bagagli in un Coin Locker siamo andati a vedere il castello.

Per gli spostamenti abbiamo optato per l’autobus in quanto più economico della metro usufruendo della tessera giornaliera che viene ammortizzata in circa tre viaggi. Ci sono una serie di autobus turistici che passano vicino ai punti turistici e sono molto frequenti. L‘unico neo è che il traffico verso le 17:00 collassa per cui ci si sposta nei viali principali molto lentamente.

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Il castello è molto bello, altrettanto il giardino antistante. Il museo invece contiene solo delle pitture che in parte si vedono anche dentro al castello e, dato che si paga separatamente, penso che non ne valga la pena.

Siamo quindi andati nella galleria sotto alla stazione per pranzare. Ormai stressato dal rituale vegetariano abbiamo scelto un ristorante specializzato in frittate contenenti riso. Nella mia però, amara sorpresa perché non era scritto sul menù, ho trovato mescolato al riso della pancetta. Ho scartato quello che potevo e … mangiato il resto!

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Dopo siamo andati a Nanzenji dove ci sono i giardini Zen. I giardini sono molto belli e poco frequentati per cui si riesce ad apprezzarli in pieno. Dovrebbe essere bello anche il panorama visto da sopra alla porta di fronte a Nanzenji , però purtroppo era tardi e non siamo riusciti a salire.

In seguito siamo andati al Budo Center per vedere un allenamento di arti marziali. Siamo arrivati un po’ troppo presto e abbiamo visto solo qualche persona che si riscaldava prima della lezione di Kendo. All’interno del Budo Center ci sono quattro palestre: la prima in una costruzione antica dove praticano Kendo, una moderna dove ci sono varie discipline e altre due che, purtroppo, non abbiamo visto (ne ho scoperto l’esistenza solo al ritorno). In una di queste due praticano Kyudo (tiro con arco giapponese).

Siamo dovuto andare via perché il titolare del Ryokan ci stava aspettando ormai da ore!!!

Il Ryokan era fuori Kyoto in una zona residenziale. Usciti dalla metro, mappa alla mano, ci siamo persi in un attimo. Ho chiesto indicazioni ad una ragazzina che non sapeva aiutarci. E’ andata quindi in casa e a chiamare la madre che a sua volta ha chiamato il marito. Dopo un pensatoio sono riusciti a capire dove era il posto quindi papà ha tiraro fuori la macchina, ci ha caricato e ci ha portato al Ryokan. Non è finita: durante il tragitto ha estratto una sigaretta e ci ha chiesto se poteva fumarla!!!

I giapponesi sono persone incredibili!!!

Dopo esserci sistemati siamo andati alla ricerca della cena. Abbiamo scelto il Karuma, l’unico ristorante della zona aperto alle 21:15. Dopo il rituale vegetariano mi hanno preparato una frittata alla piastra con verdure. Il bello è che dopo averla fatta ce l’hanno portata sul tavolo dove c’era un’altra piastra che manteneva caldo la cibo mentre mangiavamo. Durante la cena ci siamo sparati due birrine e una bottiglietta di Sakè a cranio.

Dopo la cena abbiamo fatto due passi e, alla fine, ci siamo infilati in un baretto dove abbiamo conosciuto Mica, una ragazza che, da sola al bancone, si sparava Johnny Walker a raffica. Le abbiamo fatto compagnia con un’altra birra. Intanto il barman ha realizzato due piatti di penne all’arrabbiata mescolando al pomodoro il soyu, friggendo tutto e aggiungendo acqua San Pellegrino. Quando ha immerso la pasta nell’acqua bollente ha puntato un timer quindi ha scolato alla suoneria, senza mai assaggiare! Ovviamente non ci siamo azzardati a prenderle anche noi!
In compenso abbiamo assaggiato una Tequila che non avevo mai visto (sono un cultore) che ci ha servito sale e limone dentro un bicchiere da vodka (pensate al quantitativo) e uno ######.
Risultato … alle 2:00 siamo andati a letto ancora una volta … impresentabili!

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