Per andare a Ehiji si deve scendere con il treno a Fukui, quindi prendere un autobus.
Attenzione perché di autobus non ce ne sono tanti, quindi si rischia di aspettare delle ore. All’ufficio del turismo di Fukui comunque l’impiegata parla inglese ed è esauriente nel dare le informazioni.
Eventualmente a Fukui si può visitare le rovine del castello che dista pochi minuti dalla banchina dell’autobus. E’ rimasta una parte della fortificazione esterna con il fossato e qualche pietrone dentro. C’è anche un bel ponte non so se rifatto o meno. Se si deve perdere del tempo la visita è sicuramente una gradevole alternativa ai negozi vicini alla fermata dell’autobus.
Per Ehiji si prende un autobus dalla banchina 5. Il viaggio costa 720 Yen a tratta. Il biglietto si può comprare in un baracchino vicino alle banchine (sia andata che ritorno). In alternativa il ritorno si compera in un negozio dall’altra parte della strada rispetto alla fermata di partenza, oppure pagando direttamente all’autista.
Attenzione che la fermata di arrivo è vicina al monastero, quella del ritorno all’inizio del paese.
Il monastero è bello come strutture ed edifici, in alcune parti molto moderno. Devo dire che non ho trovato una particolare atmosfera che forse mi aspettavo. La visita è stata comunque gradevole.
Da Fukui c’è un treno locale che arriva Kyoto.
Arrivati a Kyoto abbiamo avuto dall’ufficio del turismo l’amara sorpresa del tutto pieno in occasione del festival di inizio ottobre. Siamo riusciti a trovare un Ryokan per due notti con cambio di camera, quindi ci siamo dovuti spostare per le due serate seguenti a Osaka e Nara per poi tornare a Kyoto per un’altra notte. In questo periodo è necessario prenotare con un po’ di anticipo.
A Kyoto siamo andati a cenare nella zona di Gion. Sulla Shijo dori ci sono molte catene e ristoranti costosi, mentre nelle traverse si può trovare qualche cosa a buon mercato soprattutto nella zona compresa tra il fiume e l’uscita della metro K09 (Karasuma dori).
Attenzione che molti ristoranti chiudono alle 22:00. Abbiamo trovato una bettola e, propinato il rituale vegetariano al cuoco, questi mi ha preparato una zuppa di miso con verdure con dentro una montagna di noodels all’uovo (tipo tagliatelle) e sormontata da una gigantesca frittata. Non satollo dell’overdose proteinica ho preso anche una ciotola di riso che, insieme alle due birre, mi ha lasciato bello pienotto.
La zona di Ghion, soprattutto ad est del fiume, offre una marea di locali a vari piani di palazzine. Spesso ci sono anche hostess (???) che ti invitano ad entrare. A dire il vero io e Oni in tenuta spartana da viaggio non siamo stati considerati da nessuno!!!
Per strada ci sono ragazze molto giovani e molto eleganti e una marea di ragazzi freschi di parrucchiere (???).
Attenzione che a Kyoto i mezzi pubblici girano fino a mezzanotte quindi dopo rimane l’alternativa (costosa) del taxi.