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24/11/2017 – Uluru

La sveglia suona alle 4:00 come suggerito dalla tizia alla reception.  Buio, proroga di 30 minuti. 

Ci alziamo alla fine alle 5:00, un caffè, un muffin e partiamo. Al Kings canyon non siamo nemmeno tra i primi, non per una forma di auto flagellazione, ma perché oggi minacciano di chiudere il percorso del rim alle 9:00 in quanto la temperatura prevista supererà i 36.

 

Si parte con una inerpicata da capriolo per arrivate sulla cresta, per poi seguirla per svariati chilometri. Non è certo il gran canyon, è veramente ridotto in ogni dimensione, ma offre comunque angoli graziosi,  soprattutto la disc cosa nelle gole in prossimità dell’acqua. Il Garden of Eden mantiene fede al nome.

La camminata dura circa 4 ore se fatta con calma, qualche punto può essere impegnativo, come al solito il problema è il caldo è partire la mattina presto è un imperativo.

Quando arriviamo difatti troviamo il percorso che abbiamo fatto chiuso, significa che dopo le 9 avevano  previsto più di 36 gradi. 

Dopo un caffè nel camper ripartiamo destinazione Uluru.Strada lunga, con poche fermate, tra le quali ovviamente quella per fare benzina alla Curtin Springs Station, dove ovviamente dovremo ripassare.

 

 

Ci fermiamo ogni tanto anche in qualche lookout segnalato per ammirare il panorama. Forse il più bello è quello sul monte Ebenezer, non tanto per lui, ma per la vista che scruta salendo la duna dall’altra parte della strada: un enorme lago salato che risplende al sole.

Arriviamo dopo qualche ora, prendiamo una piazzola al Ayers Rock Campground e andiamo dentro il parco. 

Campeggi, resort e motel sono tutti raggruppati a Yulara dove si trova un supermarket e anche il benzinaio, ovviamente a pezzi da outback. Questa è l’unica struttura nelle vicinanze, difatti in una mezz’ora scarsa si è sotto Uluru. I prezzi del campeggio sono comunque più che affrontabili vista anche l’offerta 3gg al prezzo di due. 

Andiamo a Uluru. La prima impressione è un po’ deludente,  niente di che,  ma più l’osservi, più il fascino emerge. 

Seguiamo  il Mala Walk, facilissimo e breve nonostante la temperatura.  Si arriva sotto la montagna in un catino naturale che raccoglie l’acqua. 

In merito alla vecchissima discussione se scalare Uluru o meno io mi sono assestato per il no. I nativi chiedono di non farlo, è scoraggiato, ma non vietato e questa la trovo una notevole ipocrisia. 

Andiamo al Talinguru Nyakunytjaku, uno dei posti predisposti per il tramonto, non un granché da qui perché, vista la posizione, molte parti della montagna sono in ombra. Appena il sole scende ripartiamo per il campeggio. 

 

Sistemato il camper ceniamo con due buste di noodles cotte nel microonde, dai rispettivi sapori di piedi e mutanda, decisamente due scelte infelici. 

Subito dopo siamo pronti per dormire, del resto sono già le 21!

🙂

 

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