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22/06/2015 – Los Angeles, Santa Monica

L’intenzione di oggi è quella di vedere un po’ di Los Angeles e dintorni.

La prima tappa è la collina dietro a Hollywood blv, da dove c’è una vista magnifica della città, della scritta Hollywood e del Griffin Observatory. A dire il vero la cosa che mi intriga di più è questa, ma il lunedì questo è chiuso ai visitatori, sigh!

La città è davvero enorme, si vedono i grattacieli di downtown da una parte e quelli di Beverly Hills dall’altra. Per il resto ci sono chilometri e chilometri di strade e abitazioni basse. Quello che è impressionante è la cappa di foschia che rende la visibilità scarsa, molto probabilmente dovuta all’inquinamento. Qui c’è un traffico allucinante quasi sempre, con centinaia di macchine in perenne colonna.

Lasciamo la colonna e facciamo un rapido giro per Beverly Hills. Ci sono ville molto belle e si capisce che questo è il quartiere ricco, ma le case più belle sono coperte da grandi recinzioni. Poi abbiamo cercato Bel Air per poi renderci conto che di case ne avevamo viste già abbastanza e ce ne siamo andati.

Direzione costa, la prima tappa è Santa Monica. Questo posto carinissimo ha un pontile sul mare con un piccolo luna park, dei fast food e qualche ristorante. Di fianco da una parte e dall’altra una enorme spiaggia. Rimaniamo per un paio di ore e mangiamo un paio di Burritos da Taco Bell, una catena presente ovunque.

Ripartiamo in direzione della famosa Malibù, dove Leila va alla ricerca della spiaggia di Baywatch. La spiaggia se c’è non l’abbiamo trovata, quella che abbiamo visto era lunga giusto pochi metri e in brevi tratti essendo quasi sempre appannaggio esclusivo delle ville costruite sulla costa. Per il resto Malibu sembra proprio un posto dove non vorrei vivere, non c’è veramente niente di particolare.

 Torniamo indietro e pochi minuti dopo Santa Monica ci fermiamo nella famosa Venice Beach, spiaggia e passeggiata famosa dai tempi degli hippy. Dentro c’è un po’ di tutto, skaters, culturisti, curiosi, hippy moderni e tanto altro. Il colpo d’occhio impressiona, ma stanca anche abbastanza in fretta. Non so come fosse negli anni ’70, ma adesso è un enorme mercato che vende di tutto, con gente eterogenea, ma poco naturale. L’impressione è che tutti siano lì per farsi notare.

Torniamo a Santa Monica, facciamo un po’ di spiaggia e torniamo a mangiare sul molo. Leila prende un hamburger e chili fried, io non ne posso veramente più e mi prendo una pizza da Pizza Hut con delle patate fritte all’aglio. Ogni volta mi dimentico di quanto sia cattiva Pizza Hut, spero di non cascarci più.

Lasciamo il molo e sistemiamo la macchina in un enorme parcheggio di fronte al ponte che arriva al molo scoprendo che costa pochissimo (primi 90 minuti gratuiti). Andiamo nella zona pedonale che è molto carina, anche se poco frequentata.

Entriamo dentro un locale dove Leila prende un cocktail di dimensioni impressinanti, ma composta al 90% da ghiaccio e io una birra Blue Moon, belgian style che gli viene particolarmente bene.

Rientriamo a Los Angeles verso le 22:30 incontrando il consueto traffico, quindi andiamo a dormire esausti per la lunga giornata.

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