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22/05/2018 – Giordania – Dead Sea – Wadi al Mujib

Solito schema, bagno e colazione, poi ci prepariamo per l’attività pomeridiana.

Oggi sarà un po’ impegnativa, risaliremo il Wadi al Mujib, un canyon entro il quale si cammina e si nuota, almeno così dicono le recensioni di chi c’è già stato.

Alle 12 circa siamo all’ingresso, c’è un parcheggio, una biglietteria e un posto dove lasciare le proprie cose.

Da qui partono tre percorsi, di varie entità, ma l’unico aspetto è il Siq trail, quello proprio dentro il canyon e che volevamo provare. Optiamo per il self guided, ovvero ti arrangi, tanto ci dicono che nei punti difficili c’è qualcuno. Alla partenza siamo in maglietta e costume da bagno e short per Leila, ma ci attrezzano di giubbotto salvagente obbligatorio.

Si scende una scaletta e ci si trova al ridosso del fiume camminando sull’argine, ma dopo un paio di curve, i piedi finiscono in acqua, poi le ginocchia e più avanti sei immerso e inizi a nuotare. Si sono giusto dimenticati di dire che devi sapere nuotare benino perché la corrente è forte e devi raggiungere delle corde alle pareti che aiutano nei passaggi difficili per superare le rocce e le piccole cascate.

Nessun problema per me e Leila, ma un ragazzino francese che adottiamo ha qualche difficoltà in acqua. Più si procede, più la corrente si rafforza, ma è tutto abbastanza fattibile. C’è solo un punto veramente impegnativo, dove devi issarti con delle corde attraverso una cascata con una forte corrente che ti spinge in basso.

Leila entra un po’ in difficoltà e viene affittata da un addetto che presidia il punto. Lo supera, ma si trova con le braccia provate e si ferma nella piscina naturale posta a monte della cascata.

Io e Thomas, il ragazzino, proseguiamo fino alla fine del percorso, oramai distante solo un paio di passaggi. Troviamo una altra cascata e relativa piscina. Da qui si riesce anche ad entrare dentro e passare dietro al punto dove cade l’acqua. Impossibile resistere alla tentazione di fare una doccia nella cascata, ma la forza dell’acqua ti fa desistere in fretta.

Torniamo indietro a recuperare Leila e l’addetto ci spiega come si scende dal punto impegnativo di prima: c’è una sorta di scivolo naturale che ti porta ad un salto di un paio di metri per poi tuffarti in acqua. Molto divertente, solo questo passaggio rende merito alla fatica precedente.

Da qui in avanti basta, con un po’ di attenzione, farsi trascinare dalla corrente scavalcando le rocce in prossimità delle cascatelle.

In poco tempo torniamo al punto di partenza, dove ci si può cambiare e, volendo, fare una doccia.

Che dire, questa è in assoluto una delle cose più divertenti che abbia mai fatto è la pongo come meta imperdibile di un viaggio in Giordania.

Salutiamo Thomas, riprendiamo la macchina e torniamo al resort. Nel tardo pomeriggio facciamo il solito bagno nel Mar Morto e dentro l’acqua salatissima ci rendiamo conto di quanto ci siamo escoriati nel percorso. Il bruciore è allucinante e richiede parecchio auto controllo.

Dopo un po’ di piscina andiamo a fare la doccia e cena al buffet. Sfondati di cibo facciamo la solita passeggiata e torniamo in camera, la giornata è stata sicuramente impegnativa.

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