bomp.it

19/06/2015 – Los Angeles

San Diego non è ancora esaurita, partiamo di mattina presto e ci dirigiamo a Old Town. Forse un po’ troppo presto perchè il parco statale è ancora chiuso e apre alle 10:00. Notiamo di fronte un ristorante specializzato in colazioni. Ci sediamo al tavolo dopo avere fatto la fila e ordiniamo uova con bacon per Leila e io Mexican style. Non è la stessa colazione che prendevo in Messico, ma ci si avvicina. Leggiamo al muro la storia del locale ed è veramente interessante: un facoltoso tizio di San Diego ha aperto molti anni fa questo locale per offrire una colazione modello anni trenta. Il personale era interamente messicano e molto qualificato, tanto che il posto di lavoro passa di padre in figlio/a. Ci sono chef che da 40 anni non hanno mai saltato un giorno, per cui sono molto ben pagati. La qualità finale è visibile.

Subito dopo passiamo ad Old Town, un quartiere restaurato dalle case dei primi insediamenti spagnoli. E’ sicuramente una attrazione turistica, ma trovarsi davanti alla autentica diligenza che faceva San Diego – Los Angeles è una emozione. La visita è breve e assolutamente consigliata.

Lasciamo San Diego sulla 5 nord per uscire sulla 1 dopo parecchi chilometri per visitare Dana Point e Laguna Beach. La strada è un susseguirsi di ville sfarzose che si affacciano su un mare magnifico. La strada costiere prosegue a lungo, ma richiede molto tempo perchè ogni paese ci sono limiti di velocità e semafori. Torniamo quindi  sulla freeway per raggiungere velocemente Long Beach. Il posto è famoso, ma non particolarmente attraente. Il centro è moderno, sviluppato intorno alla consueta boulevard, il mare bello e la spiaggia molto lunga, ma l’atmosfera non particolarmente invitante. La città appare semivuota e dimessa in alcuni tratti. Non ci fermiamo molto e ripartiamo per Los Angeles.

Ci blocchiamo nel suo cronico traffico e per fare 8km ci vogliono 40 minuti passando da una coda all’altra. La cosa è snervante, niente in confronto alle strade vuote e grandi dello Utah dove potevi guidare per ore senza stancarti. Qui si passa da highway a freeway, il sorpasso a destra è consentito, l’uso della freccia non di moda, tutto molto stancante.

E’ chiaro che la rete stradale è veramente curata, ma tutti si muovono in macchina. Los Angeles è poi famosa per essere la città dove nessuno si muove a piedi. La cosa pazzesca è che ci sono milioni di macchine, spesso enormi, con un solo passeggero. A tratti c’è una corsia specifica per il car pooling, ovvero con 2 passeggeri o più, ma è spesso vuota appunto perchè tutti sono da soli in macchina. Mi chiedo se la rivoluzione Green tanto declamata da Obama passi anche da qui, ma mi sembra di capire che non molto è stato fatto. In televisione reclamizzano il fracking come alternativa energetica pulita, quando è ormai assodato che è una pratica assolutamente da evitare.

Raggiunto l’albergo Super8 in zona Hollywood Leila deve preparare il suo festival, io mi faccio un piccolo sonnellino per riprendermi.

Sul tardi andiamo su Hollywood Bvd per passare la serata. Qui i parcheggi costano caro, ma trattando col parcheggiatore riusciamo ad ottenere uno sconto. Lasciandola per strada è molto probabile che te la portino via.

Mangiamo da Calle Tacos, in un posto che fa messicano, burrito veggie per me e quesadilla di manzo per Leila. Tutto veramente buono.

Finito di mangiare facciamo due passi sulla Walk of Fame, il posto dove ci sono le stelle con i nomi di personaggi famosi. Arriviamo fino al famoso (io l’ho scoperto oggi) Chinese Theatre che altro non è che un cinema. Davanti la gente si fa fotografare con Batman, Wonder Woman, Jocker, Superman e tanti altri personaggi. Le file per i tour organizzati sono infinite, tanto quanto quelle per entrare nei cinema. L’atmosfera è festosa ed è solo venerdì sera. Molta gente in giro, ma me ne sarei aspettato anche di più.

Rientriamo all’albergo, Leila deve finire dei lavori e io il mio diaro.

6 pensieri su “19/06/2015 – Los Angeles

  1. gabriella

    Se posso, ho una domanda su Leila e il festival per capire meglio come
    funziona il suo lavoro: quando l’hanno invitata è stato per parlare di un progetto suo o di una altra cosa che potrebbero affidarle?

  2. bomp.it Autore articolo

    Era una “dedica” presso un negozio, dove firma, disegna e vende i suoi sketchbook. Serve anche a incontrare persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.