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14/09/2016 – Kaua’i – Kapa’a

Leila si sveglia molto, molto, molto presto, alle 6:00. La vita però è già iniziata e ciabbattanti americani se ne vanno in giro per il resort come fosse pomeriggio. La sera prima rientrando dalla piscina all’assurdo orario della 22:00 ho visto le luci delle camere già spente. Fa ridere, ma forse hanno riagione loro: si dorme con il buio, ci si sveglia con la luce.

Prendiamo la Jeep e torniamo alla Poipu, quella grande. Poco prima di arrivare ci fermiamo da uno Starbuck per un English Muffin all’uovo per me e uno con aggiunta di bacon per Leila. Alla fine un Pan au Choccolat. Boh, qualità Sturbuck!   🙂

Arriviamo alla spiaggia e parcheggiamo comodamente nell’ampio parcheggio. La spiaggia è grandina, il mare incredibile. Nel lato più sinistro c’è una piccola piscina ritagliata da degli scogli, suppongo artificiali, dove i bambini nuotano in sicurezza. Nel mezzo c’è una area contraddistinta da un cartello con scritto di non superarlo perchè la corrente ti porta via. Un tizio supera il cartello e si becca un rimprovero al megafono dai bagnini. Qui il fondo a qualche metro dalla riva diventa roccioso ed è possibile osservare i pesci che vedevo il giorno prima. Sul lato destro c’è una lingua di sabbia attraversabile a piedi che porta ad una sorta di isolotto contornato da rocce. Qui un cartello indica che i leoni marini si fermano, ma noi non li abbiamo visti. A destra di nuovo rocce sparse un po’ più lontane della riva.

Questa spiaggia viene presentata come il paradiso dello snorkeling e lo testimoniano le decine di persone armate di tubo che guardano in acqua. Entriamo dalla parte più bassa, ovvero dalla lingua di terra, metto la testa sotto con gli occhialini aspettandomi pesci come il giorno prima e mi prendo un accidente!

I pesci visti in precedenza erano grandi come il palmo di una mano, questi sono enormi! Colorati come gli altri, bellissimi, ma di dimensioni certamente diverse. Passo due ore in apnea a guardare sotto e nuotandoci in mezzo. Una mattinata incredibile.

Il primissimo pomeriggio dobbiamo lasciare questo Paradiso. Abbiamo prenotato una crociera sulla Napali Coast.

Questo tratto di costa posto a Nord Ovest dell’isola è inacessibile via terra. E’ talmente selvaggio che Spielberg lo scelse per girare Jurassic Park. Qui ci si arriva solo in due modi: in elicottero se il tuo budget è ampio, in barca se ridotto.

Ovviamente optiamo, SIGH, per la seconda possibilità con una agenzia a caso trovata su Internet.

Alle 14:30 siamo a Port Allen per fare il checkin. Dopo avere firmato un paio di fogli dove c’è scritto che probabilmente morirai, ma che non puoi fare causa, siamo pronti a partire.

La barca è un catamarano a motore che ospita le circa 30 persone che con noi partecipano al tour. Appena salpati iniziano a offrire da bere, free bar! Io mi prendo una Bikini, Leila un Mai Tai. Dopo mezz’ora offrono una sorta di stuzzichini con crackers, verdure, salami e formaggi. Mi chiedo: ma con queste onde è una buona idea mangiare? Dopo circa un’ora di navigazione la barca passa davanti alla Napali a tutta velocità e si salta alla grande! Alcune persone iniziano a non sentirsi bene, ma la cosa dura in tutto 15 minuti per cui niente di grave. A quel punto si torna indietro, ma a favore delle onde e sotto costa per cui la navigazione diventa stabile.

La Napali è bellissima, montagne, valli, gallerie e una vegetazione rigogliosissima. Ad un certo punto riconosco l’osservatorio della Nasa visto al Canyon e la valle del giorno prima. Ecco dove finiva! (n.b. successivamente scopriamo che è la Kalalau Valley)

Terminata la Napali si ripassa davanti alla Polihale, spiaggia accessibile solo dopo un lungo sterrato interdetto alle macchine a nolleggio. Anche questa è una lunga spiaggia molto bella, ma si vede che le onde e la corrente sono forti.

A quel punto il sole si sta abbassando e viene servita la cena. La base sono delle tortillas con fagioli neri messicani e verdure alla quale le persone aggiungono carne e/o pesce. Leila dice che il pesce è molto buono.

Infine il sole scende sotto l’orizzonte e viene proposto dello Champagne. Leila non lo commenta, solleva solo il sopracciglio.

La nave rientra dopo circa tre ore abbondanti a Port Allen e scendiamo. Ci fermiamo da un Jack in the Box, un fast food, per la seconda cena di Leila. Prende un hamburger multipiano, ma non ne rimane molto soddisfatta. Gli USA non sono posto per i Fast Food.

Arriviamo all’albergo, un breve tuffo in piscina, il consueto diario e … Buonanotte!

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