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13/10/2018 – Blyde River Canyon

Ultima notte al Kruger. Sveglia alle 5:30, carichiamo tutto e partiamo in un cielo basso e nuvoloso.

Seguiamo le strade asfaltate H1-5 e H1-4 che porta verso Satara, non prima di avere verificato dalla terrazza panoramica del campo la quasi totale assenza di animali. Olifants è stata una perdita di tempo.

Per prima cosa risaliamo il punto di osservazione N’wamanzi dove siamo stati ieri e vediamo due ippopotami fuori dall’acqua, cosa abbastanza rara. Beh, Olifants ci regala una sorpresa.

Sulla strada passiamo sul ponte sul fiume Olifants, un altro dei rari posti dove si può scendere dalla macchina e anche qui la vista non è male e ci sono uccelli e animali.

Prendiamo la deviazione che porta alla pozza di Ngotso e quasi subito troviamo una macchina ferma. Chiediamo cosa osservino e ci dicono un leopardo. Cosa? Il Grande Assente è proprio davanti a noi? Eravamo già rassegnati a tornare a casa con il nostro Big4. Il Signore, vista la nostra sorpresa, ci lascia con una incredibile gentilezza il suo posto è lo vediamo. O meglio, vediamo una coda e un sedere. Ci chiediamo se questo valga per omologarlo, ma decidiamo di spendere una mezz’ora ad aspettare. Dopo 20 minuti si avvicina a lui una femmina, lui si alza e Bum! due in una botta sola. Si sdraiano, ma sono entrambi ancora visibili. Arriva un tizio su una macchinetta e inizia a muoversi avanti e indietro ala ricerca del suo spot. Dai movimenti e attrezzatura si capisce che è uno esperto, ma la femmina è infastidita e se ne va. Il maschio rimane sdraiato e non da segni di vita, fino a che arriva un camper che nemmeno spegne il suo motore diesel e si muove avanti e indietro. A quel punto anche il maschio si allontana nei cespugli, peccato, ma noi abbiamo le nostre bellissime foto.

Ritorniamo a Satara e facciamo la colazione a base di uova al ristorante, poi ripartiamo felici del nostro Big5. Olifants non era poi così male!

Prendiamo la strada per Orpen verso il gate di uscita, ma deviamo per la sterrata s40 e s39. Questa strada costeggia un fiume ora asciutto, ma comunque molto bello e ben frequentato: l’impressione è che tutti gli animaletti visti in questi giorni siano venuti a salutarci: antilopi, Kudu, elefanti, giraffe, scimmie, all’appello mancano solo bufali e felini, ma l’incontro della mattina ci mette in pari.

A pochi km dal gate, sulla strada asfaltata e già in uscita vedo in mezzo alla strada una sagoma che non avevo mai visto. Chiedo a Leila se lo riconosce, ma quando arriviamo abbastanza vicini lo vediamo: un cucciolo di leone in mezzo alla strada ci ruggisce contro. Mai visto niente di più tenero. Insieme a lui ne arrivano altri due che inseguono la mamma avanti qualche passo e già al lato della strada. Anche i felini hanno mandato una importante delegazione a salutarci.

Arrivati a Orpen prendiamo un caffè e dolorosamente usciamo dal parco. Niente da aggiungere, tutto è stato perfetto.

Seguiamo la strada per il Blyde River Canyon che si dimostra come paesaggi meravigliosa, alternando valli a valichi. Arriviamo al Blyde River Canyon A Forever Resort dopo un paio di ore per varie soste di foto e benzina. La casetta è grande, ma sporchetta. Dopo un aperitivo per finire la nostra bottiglia di rosso andiamo al ristorante interno dove partiamo con due generi bicchieri di vino rosso e bianco, entrambi imbarazzanti. Arrivano poi il mio veggie burger, che contiene una fetta di Cedar non sciolto e il filetto di Leila. Entrambe le patatine fritte di accompagno sono rigorosamente crude e rimangono nel piatto. Io finisco il burger rifilando a Leila il formaggio, lei non riesce a finire il filetto perché assolutamente crudo. Vedo altri clienti rimandare indietro i piatti.

Torniamo alla casetta dove si congela e dopo poco siamo anche al buio perché la luce del resort salta, fortuna che ho sempre a portata di mano le luci da fronte . Va bene, direi che è proprio ora di dormire.

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