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12/09/2016 – Kaua’i – Kapa’a

Partiamo presto, ultimo viaggio da Lahaina a Kahului per raggiunge l’aeroporto. Fortunatamente il costante traffico ci da tregua e arriviamo con anticipo. Facciamo il meno a Wendy e la lasciamo (a malincuore) da Alamo.

Con la navetta arriviamo all’aeroporto dove un po di corsa riusciamo a strafogarci una colazione da Sammy. Questo tizio è il secondo cantante dei Van Halen, subentrato a David Lee Roth, apparentemente molto scaltro in quanto si è riciclato come ristoratore e produttore di alcolici. Le colazioni a base di uova e pancetta (che si mangia Leila) sono buone, ma non economiche (in media con quelle degli altri aeroporti).

Dopo esserci strafogati in 10 minuti ci imbarchiamo al momento, ma rimaniamo fermi per 20 minuti dentro all’aereo. Annunciano che c’è un problema con un bagaglio e che stanno controllando.

Arrivati a terra ritiriamo le valige e trovo il consueto annuncio di ispezione e lucchetto tagliato dentro alla borsa. Forse l’ispezione l’hanno fatta a me, ma il dubbio l’avevo già da prima visto che a Kona mi sono comperato del caffè, usato di solito dai trafficanti per nascondere l’odore della droga.    🙂

Prendiamo la macchina a noleggio, ma Leila fa un upgrade: dopo il mio sogno di provare una Mustang, Leila ha il suo: la Jeep.

Partiamo con questa baracca che mi mette in vera crisi e raggiungiamo Kapa’a dove c’è il nostro resort, il Kauai Shores. Passiamo da appartementi ad una cameretta, ma per quello che ci dobbiamo stare dentro va benissimo.

Ha la spiaggia davanti, non privata ovviamente per l’assioma americano che la spiaggia è pubblica. Facciamo il bagno, la spiaggia è bella e poco affollata. L’acqua non è cristallina, ma i colori sono molto belli. Le onde non si fanno ridere dietro, vieni sballottato avanti e indietro in continuazione.

Dopo il pomeriggio doccia e andiamo a fare un giro per l’isola. Arriviamo alla città di Hanapepe, incensata dalla Lonely Planet come cittadina di arte, ristoranti e caffè. Come già espresso in altre occasioni la Lonely è in picchiata verso il basso. La città è un insieme di 20 case con attività per lo più chiuse. Ci sono un paio di ristoranti e caffè, ma il tutto si sbriga con una passeggiata di 5 minuti.

Arriviamo alla spiaggia di Salt Pond Beach per il tramonto. La spiaggi è carina, difficile valutare l’acqua a quest’ora. Mi guardo introno e vedo parecchie persone. La maggior parte sono turisti come noi, ma ci sono altre che sono sicuramente del posto, lo si vede dalle macchine, che vengono apposta per godersi lo spettacolo. E’ incredibile che gli Hawaiani non diano per scontato il tramonto.

Lo spettacolo in effetti è magnifico!

Torniamo verso Lihue per cercare un posto dove mangiare. E’ la città principale dove siamo anche aterrati, sarà piena di possibilità. Sbagliato! Anche qui si riduce a qualche centro commerciale, qualche ristorante, ma niente di trascendentale.

Ci fermiamo dentro ad un fast food fusion western – Nippo dal nome Kenji Burger. Leila prende un hambuger, io un roll giapponense. A Leila arrivano delle patatine con salsa teriaki e un panino che non la convince. Il mio roll è una alga nori con riso bianco e qualche verdura cruda. Alla fine sa solo di alga nori.

Ci fermiamo in un supermercato, comperiamo qualche cosa e torniamo al resort.

Qui si dorme presto e ci si alza altrettanto presto.

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