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12/09/2013 – da Taghazout a Essaouira

Dopo la sveglia guardiamo il meteo e decidiamo di non fermarci per un’altra notte. Il cielo è coperto e forse una piena giornata di mare è sprecata.

Taghazout è decisamente una città per surfisti, i bar per la colazione aprono dopo le 9:00. Ne troviamo uno e ordiniamo due breakfast comprensivi di frittatone, olive e ogni genere di optional. Fanno una sorta di cappuccino che è un po’ strano, ma decisamente buono.

Carichiamo la macchina e partiamo alla volta di una spiaggia pochi km a nord di dove eravamo. Lasciamo la macchina davanti alla spiaggia abbastanza tranquilli per la presenza del posteggiatore. Su questa spiaggia è possibile anche affittare gli ombrelloni. E’ vero che il cielo è coperto, ma siamo pur sempre in Africa.

Ultimo bagno nell’Oceano Atlantico. L’acqua è gelata, ma con un po’ di coraggio ci si riesce ad immergere e fino a che ci si muove tutto va bene.

Questa spiaggia è molto più grande di quella di ieri e difatti la surclassa con la presenza di:

  • 7 dromedari
  • 3 cavalli
  • 1 pony
  • 1 mulo
  • 1 cane
  • un numero indeterminato di tizi strambi

Quello che manca è la presenza di turisti non del luogo e questo ci lascia molto felici. C’è solo un gruppetto di ragazzi tedeschi e poco altro.

Pranziamo ad un baracchino sulla spiaggia: frittata con patate e cipolla per me e fritto di pesce per Leila. Il mio buonino, quello di Leila fenomenale.

Dopo pranzo ci cambiamo in macchina e partiamo alla volta di Essaouira. La prima parte della strada segue la costa ed è abbastanza veloce. Poi si stacca e diventa una strada di montagna con relativi rallentamenti.

Giungiamo a Essaouira verso le 18:00 e già fatichiamo a capire dove siamo. Leila ha un indirizzo di un albergo che ha preso da Trip Advisor, ma Essaouira è una sorta di labirinto. Trovata la strada grazie all’aiuto dell’arabo di  Leila.

La medina di Essaouira, ovvero il centro storico, è totalmente pedonale. La macchina si lascia fuori dalle mura pagando alcuni parcheggiatori che paiono ufficiali.

Dopo le formalità burocratiche ci facciamo consigliare un ristorante. Lo troviamo in centro, ma non ci piace e entriamo in un altro.

Questo sembra più buono, ma i tavoli bassi sono praticamente incollati e io mi trovo due tizi tedeschi su una spalla. Ordiniamo due zuppe marocchine ottime che nulla hanno a che vedere con quella del giorno prima. Di seguito pastilla vegetariana per me e pollo al limone per Leila. Tutto molto buono. L’unica nota negativa è stata il tavolo degli italiani dietro al nostro che sollevano la consueta domanda: ma che avranno da urlare. Praticamente conosco tutto della loro vita, a partire dai cognomi, alle storie di corna della famiglia.

Terminata la cena facciamo due passi per il centro. Essaouira è una piccola cittadina, molto carina, ma flagellata dal turismo di massa. Ci sono parecchi malati e mendicanti in contrapposizione ai “ricchi” turisti.

Per ora l’impatto è stato tutto sommato buono, domani passeremo qui tutta la giornata. Vedremo…

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