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09/10/2018 – Skukuza

Ci svegliamo alle 3:30 di mattina perché abbiamo prenotato un sunrise game drive, ovvero un safari di gruppo con guida.

Alle 4:30 il camion parte, fortunatamente siamo in pochi e lo spazio è tanto. La prima parte dell’uscita è al buio e un paio di persone maneggiano delle luci per aiutarci nella ricerca.Il poco cortese guida/ autista ci dice di focalizzarci sui felini e lungo tempo totalizziamo solo due conigli e un gattino, almeno abbiamo ottemperato. Subito dopo la sorte inizia a girare. Su una strada secondaria vediamo praticamente tutto, ma il gattino rimane l’unico felino: kudu, bufali, elefanti, giraffe, maialini… Fortunatamente una signora si affianca e ci avvisa di leoni vicini all’entrata del campo. Il tizio corre e ci troviamo a pochi metri da un gruppo di leoni e leonesse in posa come vip.

Torniamo alla tenda e impacchettiamo tutto, in tutto il Sudafrica i check out sono alle 10. Partiamo per la nostra metà successiva, Skukuza.

Procediamo sulla asfaltata H4-1 con molta calma e molte soste per foto ad ogni genere di animale verso le 14, prendiamo il nostro bungalow e ci riposiamo una oretta dopo una spesa al market interno a base di vino e Amarula.

Alle 16:30 siamo pronti per il sunset drive dove, come la mattina, ci porteranno su un camion a cercare animali.

La guida / autista parte con un discorso da allenatore di calcio, siamo un team, dobbiamo lavorare tutti insieme e motivazioni varie. La folla sembra galvanizzata e, alla sua domanda di cosa vogliamo vedere la risposta è unanime: cats (n.b. felini).

Seguiamo il nostro leader alla ricerca di leoni, Leopard i e ghepardi, tutti certi di vederne a frotte. Ora, non me ne voglia la povera guida o Sanparks, sappiamo tutti che il safari si basa Per il 90% sulla fortuna, ma quello che segue è stato grottesco al pari della crociera delle balene.

Partiamo con antilopi, alberi, un tedesco con un occhio bionico avvista una lontana aquila su un albero mentre siamo in movimento e poi … il rinoceronte, anzi due. Ci spiega che siamo molto fortunati ad averne avvistati un paio, visto che il numero è ridotto e sono sparsi. Entusiasti proseguiamo e tra maialini, conigli, topolini, giraffe ed elefanti notiamo una assenza inquietante: i cats. Il giro termina alle 19:30, quasi due ore dopo il tramonto con torce in mano, nessun felino, ma continuiamo ad avvistare i rarissimi rinoceronti con una probabilità pari al Superenalotto. E quando tutto sembra perduto io e il tedesco con l’occhio bionico vediamo finalmente lui: 10 cm al garrese di pura ferocia racchiuse in un gattino salvatico sudafricano, ecco il nostro cat.

Sbarcati io continuo a ridere con non mai e ci facciamo un aperitivo in terrazza con il vino acquistato e delle patatine e in sacchetto. Passiamo poi al ristorante interno, il Baron Cattle. Hamburger per Leila, crespelle feta e funghi con insalata per me, tutto orrendo, si salva solo l’Amarula al bungalow che è sempre un a certezza del fine cena.

Doccetta ed esausti andiamo a dormire.

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