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08/05/2017 – Amman

Oggi inizia il ritorno e purtroppo la fine del viaggio.

Sveglia comoda, colazione sontuosa al buffet e ci fermiamo un po’ in camera a sistemare gli zaini.

Dopo il checkout il valet ci porta la macchina dal parcheggio. Lascio la mancia e saliamo. Ha acceso l’aria condizionata, sistemato due bottiglie di acqua fresca e incollato al cruscotto una scatola di fazzoletti. Poi ci giriamo e vediamo che Mustafà, oltre che essere zozzo fuori dopo avere attraversato di tutto, dentro è anche peggio: bottiglie vuote, scontrini, un paio di scarpe … Questi abituati a macchine di altro genere avranno messo una taglia sulla nostra testa!

Spegnamo l’aria condizionata e partiamo. Nessuna visita è prevista, ma il  viaggio sarà spettacolare: direzione Amman seguendo tutta la Desert Highway. Guardando la cartina è una strada che taglia a metà la Giordania e che passa in mezzo al nulla. A dire il vero io avrei preso la strada ancora più a est che sembra non incrociare nulla e che arriva ad Amman passando dai castelli nel deserto. La Farnesina sconsiglia di rasentare i confini, Leila vieta.

La strada è  a due corsie per senso di marcia con un divisore nel mezzo. Molti tratti eguagliano l’insuperabile E45 nostrana, dove l’asfalto disturba raramente i buchi. Detto questo la strada ha un panorama unico, deserto e piccole cittadine che mostrano ancora un’altra Giordania, parecchio più dimessa.

Appena partiti incrociamo una lunghissima carovana di militari, con anche carri armati e camion di soldati. La cosa strana è che nessuno di questi aveva insegne, ma a vederli non sembravano Giordani perché hanno le divise pixellate e questi no. Sembrerebbero americani, ma difficile dirlo. Da sud vanno verso nord, ma dopo averli superati non sappiamo la destinazione.

Arriviamo ad Amman dopo qualche ora, per bloccarci nel traffico deĺle 16. All’hotel Larsa ci danno la camera in poco tempo. Pensiamo di fare un giri nel centro, ma il traffico è  imbarazzante. Soprassediamo ed andiamo in un centro coomerciale nei dintorni, il City Mall.

Viva la globalizzazione, qui dentro ci sono i negozi che si trovano praticamente in tutto il mondo. C’è però qualche tipicità e dentro ad una pasticceria troviamo gli iltimi souvenir. Facciamo un giro anche per il Carefour, dove tra i consueti prodotti globalizzati, troviamo profumate spezie e legumi al peso, cose che in Italia mi sogno la notte.

Ritorniamo all’albergo per cenare, le recensioni sono ottime. Io ordino hummus, babaganush e fatoush con una zuppa di lenticchie. Leila prende anche un kebab. Tutto veramente ottimo, l’hummus è decisamente tra i migliori.

Facciamo un breve giro per l’albergo, perché intorno non c’è niente ed è buio. Passiamo il resto della serata a preparare le valige.

Domani si ritorna!

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