18 dicembre 2011 – Cancun e rientro

Oggi siamo più fortunati, c’è il sole.

Dopo colazione ci fiondiamo in spiaggia per fare l’ultimo bagno. Dobbiamo lasciare la camera alle 12:00, quindi abbiamo  un paio di ore per sole e mare.

L’acqua è azzurra e molto bella, il recinto dove siamo chiusi è insopportabile. Questo però non ci impedisce di goderci il bagno.

Dopo avere lasciato gli zaini alla deposito dell’albergo andiamo verso il centro di Cancun e … si apre un modo. Il centro è a circa un chilometro dall’albergo ed è veramente vivo. Ci sono centri commerciali, ristoranti e negozi, discoteche e bar e anche un po’ di gente per strada. Suppongo che la sera qui debba essere parecchio animato.

A pranzo ci fermiamo in un ristorante dove prendo la migliore fajitas di sempre: verdure e queso grigliati sulla piastra incandescente che arriva al tavolo. Le tortillas sono sia di mais che di harina. Leila prende una griglia di pesce e carne. Tutto buonissimo. Il conto però è decisamente salato, il doppio di quello che spendiamo di solito. Pazienza, ne valeva la pena.

Entrati nel centro commerciale all’ultimo piano c’è un bar che si chiama Ocean View, entriamo e ci troviamo in una terrazza panoramica e … tutto cambia: ecco il vero mare di Cancun! Chilometri di spiaggia libera con qualche bar, ma sopratutto un bel mare con onde, surfisti e sopratutto senza recinti. Decisamente il posto infelice era il nostro.

Il mare è magnifico, peccato non potere fare il bagno perché i costumi sono impacchettati nelle valige. Pazienza, inizio a pensare che in Messico dovremo tornare per vedere le cose che ci siamo persi.

Poco dopo arriva l’SMS de la muerte! Aereo posticipato di due ore, coincidenza persa e attesa di sette ore a Parigi. I francesi quando fanno uno sciopero lo sanno fare bene e l’aeroporto è bloccato dai controllori della sicurezza.

Il nostro rientro a casa sarà molto lungo, ma sopratutto molto triste perché questo meraviglioso viaggio è ormai terminato.

 

 

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17 dicembre 2011 – Cancun

E io che mi lamento sempre….

Lasciamo Holbox alle 7:00 e arriviamo a Cancun alle 10:30. Prendiamo un taxi e i prezzi non sono più quelli di Valladolid, 120 pesos da ADO all’albergo nella zona hotelera.

L’albergo è grazioso, il contesto pessimo:   Cancun e uno spiaggione contornato da palazzoni. Il mare è bello peccato che sei recintato ad una distanza di 20 metri dove l’acqua arriva alla cinta. Non ho capito se il pericolo sono gli squali o una serie di @€!!& sulle moto d’acqua.

E inizia a piovere…

Al ristorante dell’albergo prendiamo due burritos (vegetariano e di carne per Leila) e anche qui i prezzi sono adeguati a quelli di una località turistica.

Il pomeriggio riesco a farmi un’altro bagno sotto dei nuvoloni neri, il mare è favoloso anche senza il sole e l’acqua non è gelida.

Riusciamo ad assistere ad un paio di matrimoni sulla spiaggia prima che inizi la tempesta e aspettiamo in camera che passi.

Intorno all’hotel troviamo solo un ristorante che prepara una fajitas vegetariana per me e un burritos di carne per Leila. Non male, ma ne ho mangiate di meglio. 

Facciamo un giro per in un centro commerciale vicino, ma sembra desolato. Qui tutto è in funzione degli americani, dai prezzi in dollari ai bancomat che erogano USD. Suppongo che a causa della crisi anche loro abbiano ridotto l’aflusso e i negozianti accusano. Per lo shopping comunque Cancun non è il posto giusto: ci sono le stesse cose che abbiamo visto in giro per il Messico a prezzi molto più alti.

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16 dicembre 2011 – Holbox

Stiamo arrivando al limite dell’inattività e la noia inizia a subentrare: sveglia, colazione, passeggiata, bagno, pranzo, bagno, tramonto, piscina e cena.

Questa mattina abbiamo camminato sulla spiaggia per due ore sperando di raggiungere i fenicotteri, ma non li abbiamo visti. Almeno abbiamo fatto un po’ di moto.

Il mare non é quello dei Caraibi, ma comunque molto bello. I primi 50metri sono poco fondi e si formano isole di sabbia sulle quali si può passeggiare.

Il tramonto di questa sera è stato ancora più spettacolare quando il sole è sceso il cielo è diventato tutto rosso. Incantevole.

I ristoranti sono sempre gli stessi: quello del pranzo mi ha proposto una fajitas con verdure e formaggio, per la sera stesso menù dei giorni prima però con tortillas di harina. Buonissimi.

Leila invece a pranzo ha preso una fajitas di gamberoni (giudicata mediocre) e questa sera quesadillas di choriso (salsiccia piccante) e tacos con gamberi. Tutto molto buono.

Abbiamo chiuso il conto dell’albergo e prenotaro un taxi per le 6:30. Il ritorno verso Cancun (e casa) purtroppo sta iniziando.

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15 dicembre 2011 – Holbox

Leila dice: “spiaggia, nanna, magna, piscina, Margarita evviva la Visa”.

Effettivamente non c’è molto da fare, molto riposo. Abbiamo camminato nella direzione opposta a quella di ieri, fatto il bagno e dormito.

Il mare di Holbox non è quello dei Caraibi, l’acqua è verde, ma torbida. La tranquillità però è impagabile anche se oggi ci sono molti più turisti di ieri, stanno arrivando gli americani per le vacanze Natalizie.

Pranzo in un posto in città (si arriva in 5 minuti a piedi) con quesadillas al queso per me e alla pancetta e formaggio per Leila.

Per la cena siamo tornati nel posto di ieri, io ho ripreso lo stesso menù, Leila invece una tortillas contenente pesce assortito. Molto buoni.

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14 dicembre 2011 – Holbox

Niente da riportare, qui non c’è niente da fare eccetto riposarsi. La colazione inclusa è sontuosa. Passeggiata in spiaggia alla ricerca dei fenicotteri rosa, ma dopo più di un’ora siamo tornati indietro senza averne visto uno.

Altro pasto rapina al ristorante dell’albergo con tacos (confezionati) e guacamole al prezzo della cena per due a San Cristobal. Burritos ai gamberoni per Leila, dal costo davvero eccessivo, ma la pigrizia  di spostarci impera.

Il tramonto é molto bello, facciamo qualche foto, un bagnetto in piscina con idromassaggio, doccia e andiamo a cercare un ristorante in centro.

Holbox ha strade di sabbia, niente asfalto. Il centro è una piazza con ristoranti e qualche negozio e si gira tutto in 15 minuti. La maggioranza dei locali si sposta con le golf car e l’effetto è un po’ strano.

Troviamo un ristorante vicino al “centro commerciale” che può preparare una fajitas con verdure e riso fuori dal menù. Il piatto è memorabile e regge il confronto con il mio ristorante preferito a San Cristobal. Leila invece ha preso una fajitas di pollo e un succo di mango che ha detto essere buonissimo. Nota anche alla salsina di aglio: favolosa.

La vita notturna è inesistente su questa isola e alle 10 siamo già a letto

Nota su Holbox; ci sono due ATM, ma mi hanno detto che funzionano male. C’è un cambio che converte l’euro a tassi di usura. Non ho visto banche. Molti ristoranti non accettano la carta di credito. Ergo: portarsi il contante dietro.

Se siete dei nostalgici che spediscono cartoline i francobolli di trovano alla farmacia Pepe, nella strada del ristorante Colibrì che di vede all’angolo della piazza.

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13 dicembre 2011 – Verso Holbox

Giornata di trasferimento: partenza alle 8:30 da Tulum con Mayab, arrivo a Cancun alle 11:00, partenza per Chiquila alle 12:40 e arrivo alle 17:00.  Da qui parte il traghetto per Holbox.

E’ tutto ben organizzato, all’imbargo ti danno la mappa della città e dei servizi più qualche pubblicità di hotel e cabanas.

Allo sbarco ti aspettano una marea di taxisti su golf car. Provano immediatamente a rifilarti un loro posto, ma rimanendo risoluti ti portano dove chiedi.

Al secondo tentativo siamo arrivati in un bel posto, con un budget però un po’ più alto delle nostre medie. 

Piscina, idromassaggio e la spiaggia a pochi metri giustificano il prezzo e gli ultimi giorni abbiamo deciso di coccolarci.

Dopo la doccia beviamo un cerveza al bar poi ceniamo al ristorante interno: Leila prende una bisteccona e sul menù non c’è un granché per vegetariani. Lo chef prepara un ottima focaccia con verdure e formaggio con pane fatto in casa. Buonissimo, ma il prezzo l’ho trovato un po’ eccessivo, sopratutto per il Messico: circa € 11.

Panza piena e distrutti dal viaggio dopo un po’ di Internet ce ne andiamo a letto. 

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12 dicembre 2011 – Coba e Dos Ojos

Colazione e ADO verso Coba alle 9:30 (il primo). Dopo 50 minuti siamo arrivati troppo tardi per vedere il sito in maniera decente a causa dell’affollamento. 

E’ comunque ben organizzato, ci sono anche delle biciclette in affitto per spostarsi e puoi anche nolleggiarti il pedalatore. A dire il vero non è che queste opzioni siano indispensabili, il sito si gira in autonomia senza grandi problemi.

La piramide più grande è alta 42 metri circa come i 45 dell’edificio II di Calacmul, ma la scalata è totalmente differente: qui ci si accoda ad un fiume di persone a modi gregge. La vista é comunque suggestiva, ma le foto sono contornate da teste, persone sudate e/o stravolte. 

Insomma, se c’è la possibilità di vedere Calacmul secondo me Coba si potrebbe anche saltare.

Ritornati a Tulum abbiamo preso un taxi per Dos Ojos, un dei più grandi Cenote della zona. Alla fermata dei taxi si trova un pannello con le tariffe fisse per varie destinazioni, tra cui questa.

Il cenote è un grotta con acqua dolce. Dos Ojos è vicino a Tulum e secondo la Lonely uno dei più belli. In effetti è incredibile nuotare in quest’acqua azzurra, piena di pesciolini e … con qualche pipistrello che ti passa sulla testa. 

Tra le opzioni c’era anche la guida per il giro delle caverne con bombole, ma visto il tempo limitato ci siamo accontentati del bagnetto semplice. 

La sera ristorante a caso in centro a Tulum: quesadillas di verdure per me e ai gamberoni per Leila. Lei che non si fa mancare niente si è mangiata anche dei crostini al piccolo di squalo! Bleah

(Leila dice che è invidia e che se lo mangiavo avrei detto che era buonissimo)

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11 dicembre 2011 – Tulum

Impacchettiamo tutto e andiamo via da questo ameno residence, destinazione una posada trovata da Leila su Trip Advisor.

Il posto è molto carino, pulito e costa meno dell’altro. Unico neo è che è lontano d tutto. Il tizio però ci dota di biciclette con le quali andiamo a vedere le rovine. 

Con la bicicletta si gira bene, sulla strada principale ci sono due aree laterali con poco traffico e nella zona che porta alla strada degli hotel c’è una magnifica pista ciclabile. La strada degli hotel che porta anche alle rovine è poco trafficata.

Le rovine sembrano Disneyland al confronto di quelle viste fino ad ora. Il giro dura meno di mezz’ora. Favoloso però il bagno nella spiaggia sotto alle rovine nel mare caraibico con la fortezza Maya sulla testa. Ci passiamo difatti mezza giornata, nonostante l’eccessivo affollamento. Quando viene nuvoloso e siamo abbastanza ustionati torniamo indietro. La sera cena sempre in centro in un ristorante Argentino dove prendo verdure al carbon con tortillas di harina e Leila si mangia una bistecca che sarà pesata un chilo.

Torniamo alla posada e mentre scrivo sento sirene della polizia ininterrotte. Mi viene in mente il custode notturno Assuncion che prima di uscire ha chiesto dove andavamo e ha commentato: il centro è sicuro. Si, ma il resto?
:-)

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10 dicembre 2011 – Tulum

Sveglia mattutina alla laguna Bacalar, colazione e taxi al terminal dei bus. Grazie ad un po’ di fortuna ne troviamo uno diretto a Tulum in partenza, ma riusciamo a prenderlo.

Il viaggio sul bus con i messicani è folcloristico: salgono i tizi che vendono cibarie, gente con sacchi di cose che andranno a vendere e pochissimi turisti. 

Dopo un paio d’ore arriviamo a Tulum dove, ahimè seguiamo il consiglio del tassista che ci porta in un affitta cabanes sulla spiaggia: prezzo colossale, niente corrente elettrica, camera minuscola e puzzolente. In più un inquietante annuncio avvisa che la direzione non è responsabile dei furti e sommato al fatto che la porta si apre con un soffio…

Il tizio alla reception con fare molto sgradevole ci dice però che la colazione è inclusa, trattasi (letteralmente) di una fetta di pane con burro.

La spiaggia e il mare sono meravigliosi, ma la Lonley ci mette in guardia dai furti sulla spiaggia, per cui ci immergiamo nel mare caribico senza staccare gli occhi dalla borsa.

La sera prendiamo un taxi e andiamo in centro dove ceniamo in un ristorante messicano: fajitas di verdure da 10 e lode.

Rientriamo alla cabana e proviamo a dormire tra urla di ubriachi e il bar con
musica a palla.

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9 dicembre 2011 – Laguna Bacalar

Sull’ADO GL si dorme effettivamente molto bene. Siamo arrivati alle 6 a Chetumal dove abbiamo preso una linea per Bacalar. Dopo 45 minuti eravamo nella piazza del paese. 

Un taxi ci ha portato all’hotel scelto da Leila che ormai consulta solo Trip Advisor: Rancho Encantado 

Il lago è incredibile e non se ne può saltare la visita. Purtroppo la bellezza dipende molto dalle condizioni meteo: magnifico con sole, ordinario senza. I colori vanno dal verde a blu con tutte le sfumature mediane.

Nell’hotel è possibile fare colazione, pranzo e cena presso il ristorante, per cui non ci siamo mossi e abbiamo passato la giornata in acqua o sul pedalone.

A pranzo ho preso delle fajitas con i fagioli neri e a cena sono uscito dal consueto menù messicano con un hamburger vegetariano.

Giornata molto tranquilla e finalmente riposante.

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