Oggi siamo più fortunati, c’è il sole.
Dopo colazione ci fiondiamo in spiaggia per fare l’ultimo bagno. Dobbiamo lasciare la camera alle 12:00, quindi abbiamo un paio di ore per sole e mare.
L’acqua è azzurra e molto bella, il recinto dove siamo chiusi è insopportabile. Questo però non ci impedisce di goderci il bagno.
Dopo avere lasciato gli zaini alla deposito dell’albergo andiamo verso il centro di Cancun e … si apre un modo. Il centro è a circa un chilometro dall’albergo ed è veramente vivo. Ci sono centri commerciali, ristoranti e negozi, discoteche e bar e anche un po’ di gente per strada. Suppongo che la sera qui debba essere parecchio animato.
A pranzo ci fermiamo in un ristorante dove prendo la migliore fajitas di sempre: verdure e queso grigliati sulla piastra incandescente che arriva al tavolo. Le tortillas sono sia di mais che di harina. Leila prende una griglia di pesce e carne. Tutto buonissimo. Il conto però è decisamente salato, il doppio di quello che spendiamo di solito. Pazienza, ne valeva la pena.
Entrati nel centro commerciale all’ultimo piano c’è un bar che si chiama Ocean View, entriamo e ci troviamo in una terrazza panoramica e … tutto cambia: ecco il vero mare di Cancun! Chilometri di spiaggia libera con qualche bar, ma sopratutto un bel mare con onde, surfisti e sopratutto senza recinti. Decisamente il posto infelice era il nostro.
Il mare è magnifico, peccato non potere fare il bagno perché i costumi sono impacchettati nelle valige. Pazienza, inizio a pensare che in Messico dovremo tornare per vedere le cose che ci siamo persi.
Poco dopo arriva l’SMS de la muerte! Aereo posticipato di due ore, coincidenza persa e attesa di sette ore a Parigi. I francesi quando fanno uno sciopero lo sanno fare bene e l’aeroporto è bloccato dai controllori della sicurezza.
Il nostro rientro a casa sarà molto lungo, ma sopratutto molto triste perché questo meraviglioso viaggio è ormai terminato.